ELENCO PRATICANTI ABILITATI AL PATROCINIO SOSTITUTIVO

elenco praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo

( sono gli  iscritti al Registro dei Praticanti Semplici posteriormente al 3.6.2016 )

 

Patrocinio Penale

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PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEL PROCESSO PENALE

Leggi e regolamenti

Disposizioni particolari sul patrocinio a spese dello Stato nel processo penale”, artt. 90-118 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002, n. 115.


Limiti reddituali

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche in ambito penale è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.528,41.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

La regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è, in questo caso, contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell’art.92 del T.U., è elevato ad euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.


Chi può richiedere l'ammissione in ambito penale

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato;
  • indagato, imputato, condannato, offeso dal reato, danneggiato che intendano costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per l’ammenda;
  • da chi (offeso dal reato - danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato.

L’ammissione può essere richiesta (e se concessa è valida) per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure derivante ed incidentali, comunque connesse, salvo nella fase dell’esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all’applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di sorveglianza (in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).


Dove si presenta la domanda di ammissione in ambito penale

Presso l’Ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi:

  • alla cancelleria del G.I.P., se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari;
  • alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva;
  • alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione.

Modalità di presentazione della domanda presso gli uffici giudiziari

La domanda deve essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può, inoltre, essere presentata dal difensore direttamente in udienza. Potrà anche essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio;
  • le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l'attestazione dei redditi percepiti l'anno precedente alla domanda (autocertificazione);
  • l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio.

(Vedi il modello di Domanda di ammissione al PSS – Penale nella sezione Modulistica).

Se il richiedente è detenuto, la domanda può essere presentata al direttore dell'istituto carcerario; se è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza ad un ufficiale di polizia giudiziaria. Questi soggetti ne curano la trasmissione al magistrato che procede;

Se il richiedente è straniero (extracomunitario), per i redditi prodotti all'estero, la domanda deve essere accompagnata da una certificazione dell'autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda (in caso di impossibilità, quest'ultima può essere sostituita da autocertificazione).

Se l'interessato straniero è detenuto, internato per esecuzione di misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare, la certificazione consolare può essere prodotta entro venti giorni dalla data di presentazione dell'istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell'interessato (oppure sostituita da autocertificazione).


Cosa può decidere il giudice competente dopo la presentazione della domanda

Entro 10 giorni, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta (o anche immediatamente, se l’istanza è presentata in udienza) il giudice competente verifica l’ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi:

  • può dichiarare l’istanza inammissibile;
  • può accogliere l’istanza;
  • può respingere l’istanza.

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all’interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. Se l’ammissione è chiesta in udienza, il giudice provvede immediatamente e la lettura del decreto sostituisce l’avviso di deposito se l’interessato è presente. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull’ammissione al beneficio sono trasmesse all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.


Cosa produce l’accoglimento dell’istanza

L’interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello stato tenuti presso il consiglio dell’ordine del distretto della competente corte di appello e, nei casi previsti dalle legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.


Cosa si può fare se la domanda viene rigettata

Contro il provvedimento di rigetto, l’interessato può presentare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all’ufficio delle entrate. L’ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all’interessato e all’ufficio delle entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato.


Esclusione dal patrocinio in ambito penale

Il beneficio non è ammesso:

  • nei procedimenti penali per evasione di imposte;
  • se il richiedente è assistito da più di un difensore.

  Modulistica

Domanda di ammissione al PSS - Penale  
Autocertificazione del reddito del nucleo familiare Download DOC

Pratica forense

Regolamento pratica forense ministeriale

REGOLAMENTO PRATICA FORENSE
DM 70  del 17 marzo 2016
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CONVENZIONE per lo svolgimento della Pratica Forense
artt. 37, d.l. 98/2011 e 41, l. 247/2012
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CONVENZIONE ORDINE UNIVERSITA' DI URBINO per anticipazione pratica forense Download PDF

Articoli regolamento del COA di Pesaro per tirocinio professionale

  1. Ai sensi e per gli effetti del D.M. 17/03/2016, n. 70, il presente regolamento si applica ai tirocini iniziati a decorrere dal 03/06/2016 (data di entrata in vigore del cit. D.M. 70/2016).
  2. Ai tirocini già in corso a tale data continuerà ad applicarsi la normativa previgente, fermo restando la riduzione della durata del tirocinio medesimo a diciotto mesi e la facoltà del praticante di avvalersi delle modalità alternative di svolgimento di esso.
  1. Il praticante che intende iscriversi al Registro dei praticanti avvocati, oltre ai documenti richiesti dall’art.1 del R.D. 22 gennaio 1934 n.37, è tenuto a presentare all’Ordine territoriale apposita dichiarazione su carta in bollo nella quale sia espressamente specificato e documentato quanto segue:
    1. l’eventuale svolgimento di attività lavorativa (specificando la natura del rapporto di lavoro ed il conseguente impegno anche in termini di tempo dedicato);
    2. l’eventuale contestuale frequentazione di corsi post-universitari;
    3. l’eventuale svolgimento di qualsiasi altra attività retribuita a carattere continuativo;
    4. certificato penale + carichi pendenti;
    5. certificato plurimo del Comune comprensivo del godimento dei diritti politici (o autocertificazione sostitutiva) e certificato di nascita;
    6. indirizzo email ordinaria, numero di utenza mobile, fototessera.
  2. Il praticante potrà avvalersi della norma di cui all’art.16 L. 21/12/1999 n.526 (norme in materia di domicilio professionale se non residente nel Comune del circondario del Tribunale di Pesaro).
  3. Alla domanda del praticante dovrà essere allegata una dichiarazione in bollo dell’avvocato presso il quale il praticante intenderà svolgere il tirocinio, che sotto la propria responsabilità dovrà:
    1. dichiarare di essere iscritto all’Albo degli avvocati da almeno 5 anni (salvo motivata deroga da parte dell’Ordine degli avvocati);
    2. indicare il numero e il nome di eventuali altri praticanti (è consentito un numero massimo di tre praticanti);
    3. indicare la sistemazione all’interno dello studio che sarà destinata all’aspirante praticante;
    4. indicare le modalità di svolgimento della pratica che sarà chiamato a svolgere l’aspirante praticante.
  4. Il praticante è tenuto a comunicare ogni eventuale variazione delle modalità di tirocinio che dovessero intervenire nel corso della pratica forense.
  1. Qualora il tirocinio venga svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato pubblico o privato, il praticante deve informarne il Consiglio dell'Ordine indicando anche gli orari e le modalità di svolgimento del lavoro.
  2. Il Consiglio dell'Ordine accerta l'assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse e verifica che l'attività lavorativa si svolga secondo modalità e orari idonei a consentire l'effettivo e puntuale svolgimento del tirocinio.
  3. Il praticante deve comunicare immediatamente al Consiglio dell'Ordine ogni notizia relativa a nuove attività lavorative e/o mutamenti delle modalità di svolgimento delle medesime, anche in relazione agli orari.
  4. All'esito della verifica, ove ne ricorrano i presupposti, il Consiglio dell'Ordine dispone, con delibera motivata, il diniego dell'iscrizione o, se il rapporto di lavoro ha avuto inizio durante il periodo di tirocinio, la cancellazione dal Registro dei praticanti. Si applica l'articolo 17, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
  1. Ai sensi dell’art. 41, comma 5, L. 31/12/2012, n. 247, e salvo quanto previsto dal successivo comma 6, la durata del tirocinio forense è di 18 mesi.
  2. Il tirocinio professionale deve essere svolto con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme di deontologia professionale.
  3. Per assiduità si intende la frequenza continua dello studio del professionista sotto la supervisione diretta di quest'ultimo. Tale requisito si ritiene rispettato se il praticante è presente presso lo studio o comunque opera sotto la diretta supervisione del professionista, per almeno venti ore settimanali.
  4. Per diligenza si intende la cura attenta e scrupolosa nello svolgimento del tirocinio.
  5. Per riservatezza si intende l'adozione di un comportamento corretto volto al mantenimento del massimo riserbo su tutte le notizie e le informazioni acquisite nel corso del tirocinio.
  6. Il tirocinio può essere svolto presso due avvocati contemporaneamente, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine, su richiesta del praticante, nel caso in cui si possa presumere che la mole di lavoro di uno di essi non sia tale da permettere al praticante una sufficiente offerta formativa.
  1. Oltre alla modalità di cui sopra, il tirocinio professionale può essere svolto nelle seguenti modalità alternative:
    1. per un periodo non superiore a sei mesi, il tirocinio può essere svolto anche in altro Paese dell’Unione europea presso un professionista con titolo equivalente a quello di avvocato ai sensi della normativa vigente in tema di riconoscimento dei titoli professionali. In questo caso il consenso del professionista deve essere espresso in forma scritta ed al termine del semestre egli dovrà attestare lo svolgimento con profitto del tirocinio da parte del praticante, il quale, unitamente ad ogni altra documentazione utile a dimostrare l’effettività della pratica forense, dovrà provvedere a presentarla al Consiglio dell’Ordine di appartenenza, accompagnato da traduzione asseverata in lingua italiana. Resta fermo che per i restanti 12 mesi di pratica il praticante dovrà svolgere comunque il tirocinio presso un avvocato italiano iscritto all’Ordine territoriale di appartenenza con le modalità di cui sopra all’art. 4 e dimostrare di avere adempiuto agli obblighi imposti dalla legge e dal presente regolamento;
    2. ai sensi e per gli effetti del D.M. 17/03/2016, n. 58, il tirocinio formativo può essere svolto per un periodo non superiore a 12 mesi presso un ufficio giudiziario;
      in questo caso, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. c) D.M. 17/03/2016, n. 58, requisito di ammissione al tirocinio è aver già svolto un semestre di tirocinio presso uno studio legale. Al termine del tirocinio presso l’ufficio giudiziario, il praticante redige una relazione contenente l’analitica indicazione delle attività svolte, con riguardo alle udienze, alle questioni di fatto e di diritto trattate, alle minute dei provvedimenti che ha predisposto e ad ogni altra attività svolta. Il magistrato affidatario sottoscrive la relazione e ne attesta la veridicità dei dati in essa contenuti e la conformità al tirocinio svolto. La relazione corredata con la predetta attestazione, è trasmessa a cura dell’ufficio al Consiglio dell’Ordine per il rilascio del certificato della compiuta pratica;
    3. ai sensi e per gli effetti dell’art. 41, comma 6, lett. b) e del D.M. 17/03/2016, n. 58, il tirocinio formativo può essere svolto per un periodo non superiore a 12 mesi anche presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico;
      anche in questo caso, tuttavia, rimane comunque fermo l’obbligo di svolgere il tirocinio per almeno sei mesi presso lo studio legale di un avvocato iscritto all’Ordine;
    4. il tirocinio formativo può essere svolto anche presso gli uffici giudiziari di cui all’art. 73 D.L. 21/06/2013, n. 69, conv. in L. 09/08/2013, n. 98, per un periodo non superiore a 18 mesi. Il tirocinio formativo svolto presso un Ufficio Giudiziario ex art. 73 D.L. 69/2013 è valutato ai fini del compimento del tirocinio per l’accesso alla professione di avvocato per un periodo massimo di 12 mesi.
      Resta fermo che in questo caso, ai fini dell’abilitazione forense, il tirocinio deve in ogni caso essere integrato (salvo eventualmente lo svolgimento contemporaneo) da tirocinio per la durata di almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’Ordine secondo la modalità di cui sopra all’art. 4 del presente regolamento. Il praticante che, al termine dello stage, non ottiene relazione positiva da parte del Magistrato affidatario sull’esito del periodo di formazione, deve completare regolarmente il periodo di 18 mesi di tirocinio per l’accesso alla professione forense;
    5. il praticante può altresì frequentare la scuola di specializzazione per le professioni legali di cui all’art.16 D.lgs 398/1997. Il praticante deve comunicare al Consiglio dell’Ordine, immediatamente dopo l’iscrizione al corso, in quale periodo deve essere esonerato dalla pratica. Previa iscrizione nel Registro dei praticanti, il diploma conseguito presso la scuola di Specializzazione per le professioni legali di cui all’art.16 D.lgs 398/1997 è valutato, ai fini del compimento del tirocinio per l’accesso alla professione di avvocato per il periodo di 12 mesi e dunque esonera il praticante dal compimento di un solo anno di pratica; per i restanti sei mesi il praticante dovrà svolgere comunque il tirocinio e dimostrare di avere adempiuto agli obblighi imposti dalla legge e dal presente regolamento;
    6. ai sensi e per gli effetti dell’art. 41, comma 6, lett. d) e art. 5 D.M. 17/03/2016, n. 70, per un periodo non superiore a sei mesi, il tirocinio può essere anticipato e svolto in concomitanza con l’ultimo anno degli studi universitari, purché lo studente sia in regola con gli esami di profitto del corso di laurea in giurisprudenza ed abbia ottenuto il riconoscimento dei crediti nelle materie di: diritto civile, diritto processuale civile, diritto penale, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell’Unione europea. Nei casi in cui non consegua il diploma di laurea entro i due anni successivi alla durata legale del corso, il praticante studente universitario può chiedere la sospensione del tirocinio per un periodo massimo di sei mesi, superato il quale, se non riprende il tirocinio, è cancellato dal registro e il periodo di tirocinio compiuto rimane privo di effetti.
      Il periodo di tirocinio durante gli studi universitari rimane privo di effetti anche quando il praticante, pur avendo conseguito il diploma di laurea in giurisprudenza non provvede, entro sessanta giorni, a confermare l'iscrizione al registro dei praticanti. Ai sensi dell’art. 5, ult. comma, D.M. 17/03/2016, n. 70, condizione per lo svolgimento del tirocinio anticipato da parte dello studente universitario è l’esistenza di apposita convenzione tra l’Ordine degli avvocati di appartenenza e l’Università.
  1. Oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, il tirocinio consiste anche nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a diciotto mesi, dei corsi di formazione di cui all'articolo 43 della L. 31/12/2012, n. 247.
  2. Ai sensi della L. 31/12/2012, n. 247, nonché del Regolamento CNF 16/07/2014, n. 6 e succ. mod., i praticanti abilitati al patrocinio, sono tenuti all’obbligo di formazione continua ed a partecipare alle relative attività formative.
  1. Il tirocinio è svolto, di regola, in forma continuativa.
  2. L'interruzione per un periodo pari o superiore a sei mesi può essere giustificata soltanto da accertati motivi di salute, da valutare anche tenendo conto dell'età del praticante; quando ricorrono le condizioni per l'applicazione delle disposizioni in materia di maternità e di paternità oltre che di adozione; dalla sussistenza di sanzioni disciplinari interdittive inflitte all'avvocato presso il quale il tirocinio è svolto ovvero al praticante stesso; dalla comprovata necessità di assicurare assistenza continuativa di prossimi congiunti o del coniuge affetti da malattia, qualora sia stato accertato che da essa deriva totale mancanza di autosufficienza.
  3. L'interruzione del tirocinio per un periodo inferiore a sei mesi ma superiore ad un mese puo' essere giustificata anche in presenza di altri motivi di carattere personale. Nei casi di cui sopra il praticante che voglia interrompere il tirocinio presenta domanda al Consiglio dell'Ordine presso il quale è iscritto indicando e documentando le ragioni.
  4. Se il Consiglio dell'Ordine territoriale non ritiene fondate e dimostrate le ragioni che il praticante ha rappresentato a sostegno della domanda, rigetta la richiesta di interruzione con provvedimento motivato. L'interessato deve essere sentito.
  5. Nel caso di accoglimento della domanda, il tirocinio è sospeso dalla data di presentazione della istanza. Cessata la causa di interruzione, il tirocinio riprende, senza soluzione di continuità, con l'anzianità della precedente iscrizione. Della cessazione della causa di interruzione l'interessato deve dare immediata comunicazione al consiglio dell'ordine.
  6. L'interruzione del tirocinio per oltre sei mesi, senza alcun giustificato motivo, comporta la cancellazione dal Registro dei praticanti avvocati, salva la facoltà di chiedere nuovamente l’iscrizione nel suddetto Registro che verrà deliberata previa nuova verifica da parte del Consiglio dell’Ordine della sussistenza dei requisiti stabiliti dalla normativa vigente. Si applica l’art. 17 L. 31/12/2012, n. 247.
  1. L’avvocato presso il quale il praticante esercita il tirocinio, ha il dovere di istruirlo e di prepararlo all’esercizio della professione forense, è tenuto a seguirlo sia nello svolgimento dell’attività all’interno dello studio, che nella partecipazione alle udienze, assicurando l’effettività della pratica e favorendone la proficuità.
  2. L’avvocato è tenuto a formare il praticante anche sotto il profilo dell’osservanza dei principi della deontologia forense.
  3. Ai fini di un corretto e dignitoso esercizio della pratica forense, al praticante deve essere assegnato all’interno dello studio uno spazio idoneo ed adeguatamente attrezzato. L’avvocato non può affidare al praticante attività di mera segreteria, non intendendosi per tale l’attività di cancelleria.
  4. Il tirocinio professionale non determina di diritto l’instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche occasionale. Negli studi legali privati, al praticante avvocato è dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio presso il quale egli svolge il tirocinio.
  1. Qualora il praticante si trasferisca dallo studio legale presso il quale ha iniziato la pratica ad altro studio, ne deve dare immediata comunicazione al Consiglio dell’Ordine. A detta comunicazione deve essere allegata la dichiarazione di disponibilità del nuovo avvocato.
  2. Il periodo di pratica svolto presso un avvocato diverso da quello iniziale, senza la comunicazione, non è valido ai fini del compimento della pratica e del rilascio del relativo certificato di compiuta pratica.
  1. Il Consiglio dell’Ordine rilascia al praticante iscritto nel Registro dei praticanti avvocati, il libretto della pratica.
  2. Il praticante deve annotare sul libretto le udienze a cui ha assistito in numero di almeno venti al semestre, con esclusione delle udienze di mero rinvio.

    2bis. Ai fini della pratica si considerano utili anche le partecipazioni agli incontri davanti al mediatore e all’arbitro, purché siano presenti tutte le parti, l’incontro non si risolva in un mero rinvio e sia regolarmente annotato sul libretto, a condizione che tali incontri non siano superiori a otto per semestre.
  3. Quando il libretto si trova presso l’Ordine per la vidimazione periodica, il praticante potrà ugualmente andare in udienza con il dominus e solo in quel caso il suo nominativo deve essere indicato e risultare nel verbale d’udienza. Le udienze dovranno essere quelle relative ai giudizi patrocinati dall’avvocato presso il quale il praticante esercita il tirocinio, ovvero relative a cause patrocinate da altri avvocati, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine come previsto dall’art. 4, comma 6, del presente regolamento.
  4. Negli studi associati sarà considerata utile la partecipazione alle udienze con tutti gli avvocati dello studio.
  5. Se il proprio dominus viene sostituito, il praticante deve allegare al verbale di udienza una delega ove è indicato il nome dell’avvocato che lo sostituisce come sostituto processuale della causa.
  6. L’annotazione sul libretto avviene mediante indicazione negli appositi spazi della data, della Autorità giudiziaria, del numero di ruolo, delle parti e della descrizione sommaria dell’attività svolta in udienza.
  7. Non possono essere annotate più di tre udienze al giorno. L’attività di assistenza alle udienze deve essere distribuita in modo omogeneo nel corso del semestre di riferimento ed avere possibilmente ad oggetto materie diversificate.
  1. Per ogni semestre il praticante deve relazionare nel libretto di pratica su almeno n. 3 questioni relative all’attività svolta o comunque a quelle a cui egli ha partecipato.
  2. L’avvocato attesta la veridicità delle relazioni mediante apposizione della sua firma leggibile in calce a ciascuna relazione.
  3. Inoltre, per ogni semestre il praticante deve annotare n. 3 atti processuali o relativi ad attività stragiudiziali più rilevanti alla cui predisposizione e redazione ha partecipato.
  4. Al termine del tirocinio il praticante deve predisporre una relazione finale relativa alle attività svolte o cui ha comunque partecipato, che, insieme al libretto di pratica, sarà sottoposta alla verifica del Consiglio dell’Ordine ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica di cui al successivo art. 14.
  1. Al termine di ogni semestre il praticante deve consegnare alla Segreteria del Consiglio dell’Ordine il libretto compilato in ogni sua parte e firmato dall’avvocato, affinchè sia vidimato.
  2. L’avvocato è impegnato, nel rispetto dei principi di correttezza e lealtà, a verificare con scrupolo e a confermare la veridicità del contenuto del libretto della pratica. L’infedele attestazione della veridicità delle annotazioni del praticante costituisce grave infrazione disciplinare sia per l’avvocato che per il praticante.
  1. Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorsi sei mesi dall'iscrizione nel registro dei praticanti, purché in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine, può esercitare attività professionale in sostituzione dell'avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo, in ambito civile di fronte al Tribunale e al Giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti di competenza del Giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del D.L.gs 19/02/1998, n. 51, rientravano nella competenza del pretore.
  2. Il Consiglio dell'Ordine deve pronunciarsi sulla domanda entro trenta giorni dalla presentazione della stessa.
  3. Il provvedimento di autorizzazione al patrocinio sostitutivo è comunicato dal Consiglio dell'Ordine:
    1. al richiedente presso l'indirizzo di posta elettronica certificata dichiarato, ovvero, se non è possibile, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento;
    2. all'indirizzo di posta elettronica certificata dell'avvocato o dell'ufficio pubblico presso cui la pratica è svolta.
  4. L'abilitazione decorre dalla delibera di iscrizione nell'apposito elenco e può durare al massimo cinque anni, salvo il caso di sospensione dall'esercizio professionale non determinata da giudizio disciplinare, alla condizione che permangano tutti i requisiti per l'iscrizione nel registro.
  5. Per poter esercitare la professione, nei limiti e con le modalità di cui all'articolo 41, comma 12, L. 31/12/2012, n. 247, il praticante avvocato assume avanti al Consiglio dell'Ordine, riunito in pubblica seduta, l'impegno solenne di cui all'articolo 8 della L. 31/12/2012, n. 247. La formula dell'impegno deve intendersi integrata dalla parola «praticante» avanti alla parola avvocato.
  6. Il verbale di impegno solenne del praticante avvocato è comunicato, dal Consiglio dell'Ordine, al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale.
  1. Al termine del periodo di pratica, il Consiglio dell’Ordine, eseguiti i necessari accertamenti e previo colloquio, rilascia, su richiesta dell’interessato, il certificato di compiuta pratica.
  2. In caso di domanda di trasferimento del praticante avvocato presso il registro tenuto da altro Consiglio dell'Ordine, quello di provenienza certifica la durata del tirocinio svolto fino alla data di presentazione della domanda e, ove il prescritto periodo di tirocinio risulti completato, rilascia il certificato di compiuto tirocinio.
  3. Il certificato di compiuta pratica viene rilasciato dal Consiglio dell’Ordine del luogo ove il praticante ha svolto la maggior parte della pratica ovvero, in caso di parità, del luogo in cui la pratica è stata iniziata. In caso di trasferimento del praticante, il Consiglio dell’Ordine di provenienza certifica l’avvenuto accertamento sui precedenti periodi.
  4. Il Consiglio dell'Ordine, nell'ipotesi in cui la verifica dia risultati insufficienti, non rilascia il certificato. In questo caso il praticante e l'avvocato presso il quale è svolto il tirocinio devono essere sentiti.
  5. Il Consiglio dell’Ordine ha facoltà di non convalidare anche un singolo semestre con le stesse regole del mancato rilascio del certificato di compiuto tirocinio.
  6. Il Consiglio dell’Ordine deve deliberare sulla richiesta del rilascio del certificato di compiuta pratica, nel temine di trenta giorni dalla presentazione di essa.
  1. Il Consiglio dell’Ordine potrà convocare in ogni momento il praticante e l’avvocato presso il quale viene svolta la pratica per ottenere i chiarimenti e per formulare valutazioni sulle modalità di svolgimento della pratica professionale.
  2. Il Consiglio dell’Ordine può sempre accertare con i mezzi più idonei ed opportuni la veridicità e l’effettività delle informazioni e delle notizie comunicate dai praticanti e dagli avvocati presso i quali viene svolta la pratica.
  1. Il praticante avvocato è impegnato sul suo onore e nel rispetto dei doveri di correttezza e lealtà all’osservanza di tutti gli obblighi stabiliti dalla vigente legge (L.31/12/2012 n. 247), dal Codice deontologico Forense, dai Regolamenti che verranno approvati dal Consiglio Nazionale Forense, oltre che dal presente regolamento.

Regolamento approvato dal COA di Pesaro con Delibera del 28/09/2016 e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ordine.

Domanda di inserimento nell’elenco degli avvocati per il Patrocinio a Spese dello Stato

Leggi e regolamenti

Artt. 81 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002, n. 115.

  1. La legge in materia di “l’Elenco degli Avvocati per il patrocinio a spese dello Stato” (art. 81 DPR N. 115/2002), stabilisce che:
    1. L'elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato è formato dagli avvocati che ne fanno domanda e che siano in possesso dei requisiti previsti dal comma 2.
    2. L'inserimento nell'elenco è deliberato dal consiglio dell'ordine, il quale valuta la sussistenza dei seguenti requisiti e condizioni:
    a) attitudini ed esperienza professionale specifica, distinguendo tra processi civili, penali, amministrativi, contabili, tributari ed affari di volontaria giurisdizione;
    b) assenza di sanzioni disciplinari superiori all'avvertimento irrogate nei cinque anni precedenti la domanda;
    c) iscrizione all'Albo degli avvocati da almeno due anni.
    3. E' cancellato di diritto dall'elenco l'avvocato per il quale è stata disposta una sanzione disciplinare superiore all'avvertimento.
    4. L'elenco è rinnovato entro il 31 gennaio di ogni anno, è pubblico, e si trova presso tutti gli uffici giudiziari situati nel territorio di ciascuna provincia.

Domanda di inserimento negli elenchi. Linee guida.

  • − Presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro sono istituiti cinque “Elenchi degli Avvocati per il patrocinio a spese dello Stato” in relazione alle differenti aree di competenza professionale e materie del diritto. In particolare, sono stati istituiti gli elenchi nelle materie del diritto civile, penale, amministrativo, contabile e tributario. L’elenco nella materia del diritto civile, include quella nei procedimenti di volontaria giurisdizione, oltre a quella dei processi del diritto del lavoro e previdenziale.

    L’Avvocato iscritto all’Albo degli Avvocati di Pesaro che intenda essere inserito negli elenchi menzionati, dovrà presentare apposita domanda presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine nella quale, oltre alle generalità e recapito del richiedente, devono essere contenuti:
    • La dichiarazione di attitudine ed esperienza professionale specifica nelle aree di competenza del diritto civile e di volontaria giurisdizione, del diritto penale, del diritto amministrativo, del diritto contabile, del diritto tributario, per la quale o per le quali si richiede l'iscrizione.
    • l’indicazione della materia o delle aree di competenza per cui si richiede l'iscrizione distinguendo tra procedimenti Civili (e di Volontaria Giurisdizione, del Lavoro e Previdenza), Penali, Amministrativi, Contabili, Tributari.
    • La dichiarazione di assenza di sanzioni disciplinari superiori all'avvertimento irrogate nei cinque anni precedenti la domanda.
    • La dichiarazione di essere iscritti all'Albo degli Avvocati da almeno 2 anni.
    • La data e la sottoscrizione personale.

    − Per agevolare l’istruttoria da parte del Consiglio dell’Ordine e la verifica delle “attitudini ed esperienza professionale specifica …” maturate nella materia o aree prescelte, l’Avvocato richiedente l’inserimento deve allegare i seguenti atti e documenti:
    • almeno 6(sei) verbali di udienze civili, di volontaria giurisdizione e penali, che si riferiscono ad altrettante differenti cause e procedimenti alle quali abbia partecipato come difensore negli ultimi due anni.
    • almeno 3(tre) verbali di udienza, oppure atti redatti personalmente, o sentenze di autorità giudiziaria amministrativa, tributaria e contabile dalle quali risulti come difensore negli ultimi due anni.

    − Per l’inserimento negli elenchi dei processi penali, se il richiedente fosse già iscritto all'elenco dei difensori d'ufficio di cui all'art 97 c.2 c.p.p., è sufficiente solo l’attestazione di detta iscrizione.

    − L’inserimento negli elenchi degli Avvocati per il patrocinio a spese dello Stato è deliberata dal Consiglio dell’Ordine il quale, nel valutare la sussistenza dei requisiti e condizioni previsti dalla legge, può chiedere gli opportuni chiarimenti e/o convocare il richiedente.

    − L’Albo viene rinnovato ogni due mesi.

    Scarica l’apposito Modello di domanda

    Scarica l’apposito Modello di domanda (editabile)

Patrocinio nella mediazione obbligatoria

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO - la mediazione obbligatoria

L'ART 17 comma 5 bis del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dispone che “Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del presente decreto, all'organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni”.
Con delibera del Consiglio dell’Ordine del 16 novembre 2016, è stato disposto che il soggetto che intende avvalersi del beneficio del patrocinio a spese dello Stato nella mediazione obbligatoria, deve presentare, in sede di mediazione, il provvedimento di ammissione ottenuto dal Consiglio dell’Ordine per l’eventuale causa di merito. Pertanto, l’interessato dovrà attenersi a quanto previsto dalle normativa applicabile al “Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile, amministrativo e tributario” e presentare l’istanza corredata dalla documentazione elencata nelle linee guida previste per questi processi.

Difese d'ufficio

 TRIMESTRE OTTOBRE-DICEMBRE 2018 

Scaduti i termini per l'iscrizione negli elenchi 2017

Si comunica che in data 31 marzo 2017 si sono chiusi i termini per la presentazione delle domande di permanenza degli avvocati alle liste dei difensori di ufficio relative all’anno 2017.
Il COA di Pesaro, in ossequio alla nuova normativa prevista dal decreto legislativo 31 gennaio 2015 n. 6 recante “Riordino della disciplina della difesa d’ufficio, ai sensi dell’art. 16 della legge 31/12/2012 n. 247”, nonché del Regolamento del CNF adottato nella seduta del 22 maggio 2015, ha prestato la massima assistenza e collaborazione nella redazione delle relative istanze.
Si rammenta a tutti i colleghi, attualmente iscritti all’elenco dei difensori d’ufficio, che la domanda di permanenza al medesimo elenco dovrà essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre precedente all’anno per il quale si richiede la permanenza.
Ad esempio: per chi volesse inoltrare istanza di permanenza per il 2018, questa dovrà essere presentata, entro il 31/12/17, sempre partendo dalla piattaforma messa a disposizione dal CNF, collegandosi al sito gdu.consiglionazionaleforense.it.


Domande per il 2018

Si fa, altresì, presente che le istanze per il 2018 si potranno presentare a partire dal 2 maggio 2017.
Alla istanza si dovrà allegare:
1) Modulo attestante la partecipazione, nel corso del 2017, ad almeno 10 udienze penali, anche come sostituto processuale ex art. 102 c.p.p. (delle quali al massimo 3 di fronte al Giudice di Pace e non più di 2 come difensore d’ufficio nominato ai sensi dell’art. 97, 4° comma Cpp).
2) Autocertificazione attestante la regolarità rispetto agli obblighi formativi previsti dall’art. 11 della Legge professionale.
Nonostante che il CNF proponga una autocertificazione unica, allo stato, è consigliabile “sdoppiare” le due dichiarazioni per un migliore funzionamento della piattaforma di invio. Sarà cura di questo COA comunicare eventuali variazioni sul tema.


Altre informazioni

Per ulteriori precisazioni, anche in merito alle domande di iscrizione, sospensione e cancellazione dalle liste, si rimanda, oltre che al predetto Regolamento, anche alle Linee guida nazionali interpretative per l’applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di difesa d’ufficio con le modifiche proposte dalla Commissione difese d’ufficio/patrocinio a spese dello Stato approvate dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 30 novembre 2016.
La commissione Difese d’Ufficio, in seno all’Ordine degli Avvocati di Pesaro, è composta dal Presidente, Avv. Danilo del Prete, e dai consiglieri Avv.ti Vincenzo Blasi, Luca Garbugli e Daniela Gattoni.
Referente: Avv. Luca Garbugli.


Allegati

Autocertificazione formazione continua: Download docx
Autocertificazione udienze: Download docx

Elenco praticanti

Elenco praticanti abilitati

(sono gli iscritti al Registro dei Praticanti Semplici anteriormente al 3.6.2016 )

 

Patrocinio Penale

Domanda di ammissione PSS - Penale

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PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEL PROCESSO PENALE

Leggi e regolamenti

Disposizioni particolari sul patrocinio a spese dello Stato nel processo penale”, artt. 90-118 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002, n. 115.


Limiti reddituali

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche in ambito penale è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.528,41.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

La regola che impone la somma di tutti i redditi prodotti dai componenti della famiglia è, in questo caso, contemperata dalla previsione di un aumento del limite di reddito che, a norma dell’art.92 del T.U., è elevato ad euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.


Chi può richiedere l'ammissione in ambito penale

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato;
  • indagato, imputato, condannato, offeso dal reato, danneggiato che intendano costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per l’ammenda;
  • da chi (offeso dal reato - danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno e restituzioni derivanti da reato.

L’ammissione può essere richiesta (e se concessa è valida) per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure derivante ed incidentali, comunque connesse, salvo nella fase dell’esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all’applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di sorveglianza (in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).


Dove si presenta la domanda di ammissione in ambito penale

Presso l’Ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi:

  • alla cancelleria del G.I.P., se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari;
  • alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva;
  • alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione.

Modalità di presentazione della domanda presso gli uffici giudiziari

La domanda deve essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può, inoltre, essere presentata dal difensore direttamente in udienza. Potrà anche essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio;
  • le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l'attestazione dei redditi percepiti l'anno precedente alla domanda (autocertificazione);
  • l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio.

(Vedi il modello di Domanda di ammissione al PSS – Penale nella sezione Modulistica).

Se il richiedente è detenuto, la domanda può essere presentata al direttore dell'istituto carcerario; se è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza ad un ufficiale di polizia giudiziaria. Questi soggetti ne curano la trasmissione al magistrato che procede;

Se il richiedente è straniero (extracomunitario), per i redditi prodotti all'estero, la domanda deve essere accompagnata da una certificazione dell'autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda (in caso di impossibilità, quest'ultima può essere sostituita da autocertificazione).

Se l'interessato straniero è detenuto, internato per esecuzione di misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare, la certificazione consolare può essere prodotta entro venti giorni dalla data di presentazione dell'istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell'interessato (oppure sostituita da autocertificazione).


Cosa può decidere il giudice competente dopo la presentazione della domanda

Entro 10 giorni, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta (o anche immediatamente, se l’istanza è presentata in udienza) il giudice competente verifica l’ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi:

  • può dichiarare l’istanza inammissibile;
  • può accogliere l’istanza;
  • può respingere l’istanza.

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all’interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. Se l’ammissione è chiesta in udienza, il giudice provvede immediatamente e la lettura del decreto sostituisce l’avviso di deposito se l’interessato è presente. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull’ammissione al beneficio sono trasmesse all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.


Cosa produce l’accoglimento dell’istanza

L’interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello stato tenuti presso il consiglio dell’ordine del distretto della competente corte di appello e, nei casi previsti dalle legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.


Cosa si può fare se la domanda viene rigettata

Contro il provvedimento di rigetto, l’interessato può presentare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all’ufficio delle entrate. L’ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all’interessato e all’ufficio delle entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato.


Esclusione dal patrocinio in ambito penale

Il beneficio non è ammesso:

  • nei procedimenti penali per evasione di imposte;
  • se il richiedente è assistito da più di un difensore.

  Modulistica

Domanda di ammissione al PSS - Penale Download DOC
Autocertificazione del reddito del nucleo familiare Download DOC

Patrocinio Civile, Amministrativo, Tributario e Contabile

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Lista Gratuito Patrocinio AMMINISTRATIVO:   Download PDF
Lista Gratuito Patrocinio TRIBUTARIO E CONTABILE:  Download PDF

Per la modulistica riguardante la “domanda di ammissione al Patrocinio” e per la domanda di inserimento dell’Avvocato negli Elenchi degli avvocati per il Patrocino a spese dello Stato, vai alla sezione Modulistica


Cos'è

È un istituto che vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.) e consente alla persona non abbiente di ottenere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario, salve alcune peculiarità.
Nota (1)


Esclusioni

Non è ammesso il patrocinio a spese dello Stato nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).


Leggi e regolamenti

“Disposizioni generali sul patrocinio a spese dello Stato nel processo penale, civile, amministrativo, artt.74–89 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002, n. 115.

“Disposizioni particolari sul patrocinio a spese dello Stato nel processo civile, amministrativo, contabile e tributario”, artt. 119-136 della legge sopra richiamata.


Chi

Possono ottenere il gratuito patrocinio:

  • i cittadini italiani e comunitari;
  • lo straniero extracomunitario, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale;
  • l'apolide;
  • gli enti od associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

Reddito

Il reddito imponibile dell’interessato non deve superare € 11.528,41 (tetto modificabile ogni due anni dal Ministro della Giustizia).

Se l’interessato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito, ai fini della concessione del beneficio, è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti la famiglia.

Si tiene conto solo del reddito dell’interessato nelle cause che hanno per oggetto diritti della personalità o se, nello stesso processo, gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti del nucleo familiare conviventi. (Se una persona componente il nucleo familiare non abita più nella stessa residenza, occorre attivarsi presso il Comune per farne accertare il cambio di residenza o dichiarare l’irreperibilità. Analogamente nel caso di coniuge separato che non abbia trasferito la propria residenza).

Nella determinazione dei limiti di reddito si tiene conto anche dei redditi che sono esenti da irpef (esempio pensione invalidità, indennità accompagnamento, ecc.) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ovvero a imposta sostitutiva. (Vedi “Tabella redditi in regime di computo nel PSS” nella sezione Modulistica).


Accesso senza limiti di reddito

Tale tetto non deve essere preso inconsiderazione dalle vittime di alcuni crimini, per le quali l’ammissione al beneficio scatta a prescindere dalle possibilità economiche.

Il Dl 11/2009 ha infatti stabilito che la persona offesa dai reati di violenza sessuale, anche di gruppo, o il minore che subisce atti sessuali possono accedere al gratuito patrocinio “anche in deroga ai limiti di reddito“ previsti dal DM Giustizia.


Come richiedere il beneficio del patrocinio a spese dello stato

Con domanda (foglio aggiuntivo) in carta semplice che deve essere:

  • sottoscritta dall’interessato;
  • presentata dall’interessato o dal difensore (che in tal caso autentica la firma) o inviata a mezzo raccomandata A/R oppure a mezzo PEC al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.

La domanda deve contenere:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato (e l’indicazione del procedimento, se già pendente);
  • le enunciazioni in fatto e in diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa con indicazione delle prove (documenti, testimonianze, ecc.);
  • le generalità dell’interessato e dei componenti della famiglia e i relativi codici fiscali;
  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, lettera o), del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per la concessione del beneficio;
  • l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio (termini: trenta giorni dopo la scadenza del termine di un anno a partire dal deposito della domanda di ammissione o dalla precedente comunicazione di variazione del reddito).

(Vedi il modello di “Domanda di ammissione al PSS – Civile” nella sezione Modulistica).

Alla domanda deve essere allegata la copia della dichiarazione dei redditi.
(Vedi le precisazioni in “Documenti da allegare alla domanda di PSS Civile” nella sezione Modulistica).

  • Se il richiedente è straniero (extracomunitario), per i redditi prodotti all’estero, la domanda deve essere accompagnata da una certificazione dell’autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda (in caso di impossibilità quest’ultima può essere sostituita da autocertificazione).
  • Il consiglio dell’ordine può chiedere all’interessato la documentazione necessaria per accertare la verità del contenuto della domanda.
  • Sel’interessato non provvede a comunicare le variazioni dei limiti di reddito, il beneficio viene revocato con effetto retroattivo.
  • La falsità o le omissioni contenute nell’autocertificazione relative alle condizioni di reddito sono punite con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 309,81 a € 1.549,37; la pena è aumentata se da questi fatti
    consegue l’ottenimento o il mantenimento del beneficio; la condanna comporta la revoca del beneficio ed il recupero delle somme corrisposte dallo Stato a carico del responsabile.

Dove

 Al consiglio dell’ordine degli avvocati

  • del luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • del luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

Per il processo amministrativo, contabile e tributario, vedi Nota (1).
Ad es.. Chi deve instaurare un causa oppure difendersi e costituirsi avanti il Tribunale di Pesaro o i Giudici di Pace di Fano e Pesaro, dovrà presentare la domanda di ammissione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro.


Durata

L’ammissione può essere chiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio.
Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente (ossia perde la causa), non può utilizzare il beneficio del patrocinio gratuito per proporre impugnazione. Ma può sempre riproporre una nuova domanda di ammissione per l’appello al Consiglio dell’Ordine competente.

Ad es., se il richiedente deve presentare appello avverso una sentenza del Tribunale di Pesaro, deve presentare la nuova domanda al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona. Se invece deve impugnare una sentenza del Giudice di Pace di Pesaro o di Fano, la nuova domanda va proposta nuovamente al Consiglio dell’Ordine di Pesaro.


Effetti

L’ammissione al beneficio produce come principali effetti:

  • difesa da parte di un difensore di fiducia che l’interessato sceglie tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso i Consigli dell’Ordine e, nei casi previsti dalla legge, la possibilità di nominare un consulente tecnico di parte.
  • Il difensore riceve un compenso dall’erario (Vedi la pagina “Elenco degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile”);
  • N.B. il difensore ed il consulente tecnico non possono chiedere o percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a nessun titolo altrimenti commettono grave illecito disciplinare;
  • prenotazione a debito del contributo unificato, delle spese di notifica, delle imposte di registro, ipotecarie e catastali e dei diritti di copia, oltre al compenso dei consulenti tecnici di parte e di ufficio;
  • anticipazione da parte dell’erario di:
    • compensi e spese dovuti al difensore;
    • indennità e spese di viaggio spettanti a consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato, testimoni, notai,
    • indennità e spese di viaggio dovute a magistrati e ufficiali giudiziari per atti compiuti fuori sede;
    • indennità di trasferta e spese di spedizione degli ufficiali giudiziari per notifiche e atti di esecuzione a richiesta di parte;
    • spese per notificazioni a richiesta d’ufficio;
    • spese per pubblicità legale dei provvedimenti;
    • spese per il compimento di opere non eseguite o per la distruzione di quelle compiute.
  • Il compenso all’avvocato e al consulente di parte e di ufficio sono liquidati dal giudice con decreto di pagamento contestualmente al merito al termine di ogni fase o grado del procedimento e comunque all’atto della cessazione dell’incarico.
  • Il decreto di pagamento, che viene comunicato al beneficiario e alle parti, compreso il pubblico ministero, è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta.

Tempi e iter

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, entro 10 giorni da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, verifica l’ammissibilità della domanda e decide sulla stessa in uno dei seguenti modi:

  • può dichiararla inammissibile;
  • respingerla;
  • ammettere in via anticipata e provvisoria, se ricorrono le condizioni di reddito e se le pretese non appaiono manifestamente infondate.

Se il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati respinge o dichiara inammissibile l’istanza, è possibile riproporla al giudice competente, che decide con decreto, unitamente al merito, la decisione (sia quella del consiglio dell’ordine, sia quella del giudice) viene comunicata all’interessato, al giudice competente ed al direttore regionale delle entrate.
Il Consiglio dell’Ordine può comunque chiedere all’interessato chiarimenti e integrazione della documentazione necessaria per accertare la verità del contenuto della domanda concedendo all’interessato un termine non superiore a mesi due.

Il direttore regionale delle entrate verifica la veridicità delle dichiarazioni relative al reddito e può far effettuare anche accertamenti fiscali; se risulta che il beneficio è stato concesso sulla base di dichiarazioni false, chiede la revoca del beneficio e trasmette gli atti alla Procura della Repubblica competente.

Il giudice decide definitivamente sull’istanza sulla quale si è già pronunciato provvisoriamente il Consiglio dell’Ordine, unitamente al merito.


Revoca

 Il giudice che procede revoca il provvedimento di ammissione quando:

  • nel corso del giudizio siano intervenute modifiche alle condizioni di reddito rilevanti al fini dell’ammissione al beneficio;
  • concesso il beneficio in via provvisoria dal Consiglio dell’Ordine, risultano mancanti i presupposti per l’ammissione o se l’interessato ha agito o resistito con malafede o colpa grave.

 


Recupero delle spese

IIl provvedimento che condanna alle spese la parte non ammessa al patrocinio che perde la causa stabilisce che il pagamento sia eseguito a favore dello Stato.

Lo Stato, quando non recupera le spese dalla parte non ammessa soccombente, può esercitare rivalsa nei confronti della parte ammessa quando vince la causa e perciò si trova in condizioni di poter restituire allo Stato quanto è stato speso per lui, ed in particolare:

  • per le spese prenotate e anticipate se la parte ammessa vittoriosa consegue almeno il sestuplo delle stesse;
  • per le sole spese anticipate in ogni caso, qualunque sia la somma conseguita.

Lo Stato ha diritto di ripetere gli onorari dalla parte avversa condannata alle spese nelle cause civili o nelle cause penali dove vi sia stata costituzione di parte civile.


Costo

Nessuno. 


Modulistica

Domanda di ammissione al PSS - Civile Download DOC
Documenti da allegare alla domanda di PSS Civile Download DOC
Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla domanda di PSS Civile Download DOC
Precisazione della Commissione al PSS del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro Download PDF
Tabella redditi in regime di computo nel PSS Download PDF

 


Nota (1). Il patrocinio a spese dello Stato nel processo tributario e amministrativo.

  • Nel processo tributario, la domanda di ammissione al patrocino a spese dello Stato deve essere presentata alle apposite commissioni istituite presso ogni commissione tributaria. A queste commissioni sono attribuite sia le funzioni dei Consigli dell’Ordine (ammissione in via anticipata e provvisoria) sia quella delle del Giudice (ammissione definitiva), compreso il potere di revoca. Se la commissione respinge o dichiara inammissibile l’istanza, la stessa non può essere riproposta al giudice tributario.
  • Nel processo amministrativo, la domanda di ammissione deve essere presentata alle apposite commissioni istituite presso il Consiglio di Stato e presso il Tribunale Amministrativo Regionale. A queste commissioni sono attribuite soltanto le funzioni dei Consigli dell’Ordine (ammissione in via anticipata e provvisoria), per cui, se la commissione respinge o dichiara inammissibile l’istanza, la stessa può essere riproposta al giudice collegiale competente per il giudizio (Tar o Consiglio di Stato).

Le commissioni istituite presso i giudici amministrativi e tributari esercitano, sostanzialmente, le funzioni che il Testo Unico Spese di Giustizia (DPR n. 115/2002) attribuisce ai locali Consigli dell’Ordine, per cui, ferme restando le precisazioni appena riferite, per quanto riguarda i soggetti che ha diritto ad ottenere il beneficio in detti processi, i limiti reddituali, il come, nonché la durata e gli effetti dell’ammissione, i tempi dell’iter, la revoca, il recupero delle spese e gli eventuali costi, deve farsi riferimento a quanto già detto per il Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile

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