Pratica forense

Regolamento pratica forense ministeriale

REGOLAMENTO PRATICA FORENSE
DM 70  del 17 marzo 2016
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CONVENZIONE per lo svolgimento della Pratica Forense
artt. 37, d.l. 98/2011 e 41, l. 247/2012
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CONVENZIONE ORDINE UNIVERSITA' DI URBINO per anticipazione pratica forense Download PDF

Articoli regolamento del COA di Pesaro per tirocinio professionale

  1. Ai sensi e per gli effetti del D.M. 17/03/2016, n. 70, il presente regolamento si applica ai tirocini iniziati a decorrere dal 03/06/2016 (data di entrata in vigore del cit. D.M. 70/2016).
  2. Ai tirocini già in corso a tale data continuerà ad applicarsi la normativa previgente, fermo restando la riduzione della durata del tirocinio medesimo a diciotto mesi e la facoltà del praticante di avvalersi delle modalità alternative di svolgimento di esso.
  1. Il praticante che intende iscriversi al Registro dei praticanti avvocati, oltre ai documenti richiesti dall’art.1 del R.D. 22 gennaio 1934 n.37, è tenuto a presentare all’Ordine territoriale apposita dichiarazione su carta in bollo nella quale sia espressamente specificato e documentato quanto segue:
    1. l’eventuale svolgimento di attività lavorativa (specificando la natura del rapporto di lavoro ed il conseguente impegno anche in termini di tempo dedicato);
    2. l’eventuale contestuale frequentazione di corsi post-universitari;
    3. l’eventuale svolgimento di qualsiasi altra attività retribuita a carattere continuativo;
    4. certificato penale + carichi pendenti;
    5. certificato plurimo del Comune comprensivo del godimento dei diritti politici (o autocertificazione sostitutiva) e certificato di nascita;
    6. indirizzo email ordinaria, numero di utenza mobile, fototessera.
  2. Il praticante potrà avvalersi della norma di cui all’art.16 L. 21/12/1999 n.526 (norme in materia di domicilio professionale se non residente nel Comune del circondario del Tribunale di Pesaro).
  3. Alla domanda del praticante dovrà essere allegata una dichiarazione in bollo dell’avvocato presso il quale il praticante intenderà svolgere il tirocinio, che sotto la propria responsabilità dovrà:
    1. dichiarare di essere iscritto all’Albo degli avvocati da almeno 5 anni (salvo motivata deroga da parte dell’Ordine degli avvocati);
    2. indicare il numero e il nome di eventuali altri praticanti (è consentito un numero massimo di tre praticanti);
    3. indicare la sistemazione all’interno dello studio che sarà destinata all’aspirante praticante;
    4. indicare le modalità di svolgimento della pratica che sarà chiamato a svolgere l’aspirante praticante.
  4. Il praticante è tenuto a comunicare ogni eventuale variazione delle modalità di tirocinio che dovessero intervenire nel corso della pratica forense.
  1. Qualora il tirocinio venga svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato pubblico o privato, il praticante deve informarne il Consiglio dell'Ordine indicando anche gli orari e le modalità di svolgimento del lavoro.
  2. Il Consiglio dell'Ordine accerta l'assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse e verifica che l'attività lavorativa si svolga secondo modalità e orari idonei a consentire l'effettivo e puntuale svolgimento del tirocinio.
  3. Il praticante deve comunicare immediatamente al Consiglio dell'Ordine ogni notizia relativa a nuove attività lavorative e/o mutamenti delle modalità di svolgimento delle medesime, anche in relazione agli orari.
  4. All'esito della verifica, ove ne ricorrano i presupposti, il Consiglio dell'Ordine dispone, con delibera motivata, il diniego dell'iscrizione o, se il rapporto di lavoro ha avuto inizio durante il periodo di tirocinio, la cancellazione dal Registro dei praticanti. Si applica l'articolo 17, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
  1. Ai sensi dell’art. 41, comma 5, L. 31/12/2012, n. 247, e salvo quanto previsto dal successivo comma 6, la durata del tirocinio forense è di 18 mesi.
  2. Il tirocinio professionale deve essere svolto con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme di deontologia professionale.
  3. Per assiduità si intende la frequenza continua dello studio del professionista sotto la supervisione diretta di quest'ultimo. Tale requisito si ritiene rispettato se il praticante è presente presso lo studio o comunque opera sotto la diretta supervisione del professionista, per almeno venti ore settimanali.
  4. Per diligenza si intende la cura attenta e scrupolosa nello svolgimento del tirocinio.
  5. Per riservatezza si intende l'adozione di un comportamento corretto volto al mantenimento del massimo riserbo su tutte le notizie e le informazioni acquisite nel corso del tirocinio.
  6. Il tirocinio può essere svolto presso due avvocati contemporaneamente, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine, su richiesta del praticante, nel caso in cui si possa presumere che la mole di lavoro di uno di essi non sia tale da permettere al praticante una sufficiente offerta formativa.
  1. Oltre alla modalità di cui sopra, il tirocinio professionale può essere svolto nelle seguenti modalità alternative:
    1. per un periodo non superiore a sei mesi, il tirocinio può essere svolto anche in altro Paese dell’Unione europea presso un professionista con titolo equivalente a quello di avvocato ai sensi della normativa vigente in tema di riconoscimento dei titoli professionali. In questo caso il consenso del professionista deve essere espresso in forma scritta ed al termine del semestre egli dovrà attestare lo svolgimento con profitto del tirocinio da parte del praticante, il quale, unitamente ad ogni altra documentazione utile a dimostrare l’effettività della pratica forense, dovrà provvedere a presentarla al Consiglio dell’Ordine di appartenenza, accompagnato da traduzione asseverata in lingua italiana. Resta fermo che per i restanti 12 mesi di pratica il praticante dovrà svolgere comunque il tirocinio presso un avvocato italiano iscritto all’Ordine territoriale di appartenenza con le modalità di cui sopra all’art. 4 e dimostrare di avere adempiuto agli obblighi imposti dalla legge e dal presente regolamento;
    2. ai sensi e per gli effetti del D.M. 17/03/2016, n. 58, il tirocinio formativo può essere svolto per un periodo non superiore a 12 mesi presso un ufficio giudiziario;
      in questo caso, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. c) D.M. 17/03/2016, n. 58, requisito di ammissione al tirocinio è aver già svolto un semestre di tirocinio presso uno studio legale. Al termine del tirocinio presso l’ufficio giudiziario, il praticante redige una relazione contenente l’analitica indicazione delle attività svolte, con riguardo alle udienze, alle questioni di fatto e di diritto trattate, alle minute dei provvedimenti che ha predisposto e ad ogni altra attività svolta. Il magistrato affidatario sottoscrive la relazione e ne attesta la veridicità dei dati in essa contenuti e la conformità al tirocinio svolto. La relazione corredata con la predetta attestazione, è trasmessa a cura dell’ufficio al Consiglio dell’Ordine per il rilascio del certificato della compiuta pratica;
    3. ai sensi e per gli effetti dell’art. 41, comma 6, lett. b) e del D.M. 17/03/2016, n. 58, il tirocinio formativo può essere svolto per un periodo non superiore a 12 mesi anche presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico;
      anche in questo caso, tuttavia, rimane comunque fermo l’obbligo di svolgere il tirocinio per almeno sei mesi presso lo studio legale di un avvocato iscritto all’Ordine;
    4. il tirocinio formativo può essere svolto anche presso gli uffici giudiziari di cui all’art. 73 D.L. 21/06/2013, n. 69, conv. in L. 09/08/2013, n. 98, per un periodo non superiore a 18 mesi. Il tirocinio formativo svolto presso un Ufficio Giudiziario ex art. 73 D.L. 69/2013 è valutato ai fini del compimento del tirocinio per l’accesso alla professione di avvocato per un periodo massimo di 12 mesi.
      Resta fermo che in questo caso, ai fini dell’abilitazione forense, il tirocinio deve in ogni caso essere integrato (salvo eventualmente lo svolgimento contemporaneo) da tirocinio per la durata di almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’Ordine secondo la modalità di cui sopra all’art. 4 del presente regolamento. Il praticante che, al termine dello stage, non ottiene relazione positiva da parte del Magistrato affidatario sull’esito del periodo di formazione, deve completare regolarmente il periodo di 18 mesi di tirocinio per l’accesso alla professione forense;
    5. il praticante può altresì frequentare la scuola di specializzazione per le professioni legali di cui all’art.16 D.lgs 398/1997. Il praticante deve comunicare al Consiglio dell’Ordine, immediatamente dopo l’iscrizione al corso, in quale periodo deve essere esonerato dalla pratica. Previa iscrizione nel Registro dei praticanti, il diploma conseguito presso la scuola di Specializzazione per le professioni legali di cui all’art.16 D.lgs 398/1997 è valutato, ai fini del compimento del tirocinio per l’accesso alla professione di avvocato per il periodo di 12 mesi e dunque esonera il praticante dal compimento di un solo anno di pratica; per i restanti sei mesi il praticante dovrà svolgere comunque il tirocinio e dimostrare di avere adempiuto agli obblighi imposti dalla legge e dal presente regolamento;
    6. ai sensi e per gli effetti dell’art. 41, comma 6, lett. d) e art. 5 D.M. 17/03/2016, n. 70, per un periodo non superiore a sei mesi, il tirocinio può essere anticipato e svolto in concomitanza con l’ultimo anno degli studi universitari, purché lo studente sia in regola con gli esami di profitto del corso di laurea in giurisprudenza ed abbia ottenuto il riconoscimento dei crediti nelle materie di: diritto civile, diritto processuale civile, diritto penale, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell’Unione europea. Nei casi in cui non consegua il diploma di laurea entro i due anni successivi alla durata legale del corso, il praticante studente universitario può chiedere la sospensione del tirocinio per un periodo massimo di sei mesi, superato il quale, se non riprende il tirocinio, è cancellato dal registro e il periodo di tirocinio compiuto rimane privo di effetti.
      Il periodo di tirocinio durante gli studi universitari rimane privo di effetti anche quando il praticante, pur avendo conseguito il diploma di laurea in giurisprudenza non provvede, entro sessanta giorni, a confermare l'iscrizione al registro dei praticanti. Ai sensi dell’art. 5, ult. comma, D.M. 17/03/2016, n. 70, condizione per lo svolgimento del tirocinio anticipato da parte dello studente universitario è l’esistenza di apposita convenzione tra l’Ordine degli avvocati di appartenenza e l’Università.
  1. Oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, il tirocinio consiste anche nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a diciotto mesi, dei corsi di formazione di cui all'articolo 43 della L. 31/12/2012, n. 247.
  2. Ai sensi della L. 31/12/2012, n. 247, nonché del Regolamento CNF 16/07/2014, n. 6 e succ. mod., i praticanti abilitati al patrocinio, sono tenuti all’obbligo di formazione continua ed a partecipare alle relative attività formative.
  1. Il tirocinio è svolto, di regola, in forma continuativa.
  2. L'interruzione per un periodo pari o superiore a sei mesi può essere giustificata soltanto da accertati motivi di salute, da valutare anche tenendo conto dell'età del praticante; quando ricorrono le condizioni per l'applicazione delle disposizioni in materia di maternità e di paternità oltre che di adozione; dalla sussistenza di sanzioni disciplinari interdittive inflitte all'avvocato presso il quale il tirocinio è svolto ovvero al praticante stesso; dalla comprovata necessità di assicurare assistenza continuativa di prossimi congiunti o del coniuge affetti da malattia, qualora sia stato accertato che da essa deriva totale mancanza di autosufficienza.
  3. L'interruzione del tirocinio per un periodo inferiore a sei mesi ma superiore ad un mese puo' essere giustificata anche in presenza di altri motivi di carattere personale. Nei casi di cui sopra il praticante che voglia interrompere il tirocinio presenta domanda al Consiglio dell'Ordine presso il quale è iscritto indicando e documentando le ragioni.
  4. Se il Consiglio dell'Ordine territoriale non ritiene fondate e dimostrate le ragioni che il praticante ha rappresentato a sostegno della domanda, rigetta la richiesta di interruzione con provvedimento motivato. L'interessato deve essere sentito.
  5. Nel caso di accoglimento della domanda, il tirocinio è sospeso dalla data di presentazione della istanza. Cessata la causa di interruzione, il tirocinio riprende, senza soluzione di continuità, con l'anzianità della precedente iscrizione. Della cessazione della causa di interruzione l'interessato deve dare immediata comunicazione al consiglio dell'ordine.
  6. L'interruzione del tirocinio per oltre sei mesi, senza alcun giustificato motivo, comporta la cancellazione dal Registro dei praticanti avvocati, salva la facoltà di chiedere nuovamente l’iscrizione nel suddetto Registro che verrà deliberata previa nuova verifica da parte del Consiglio dell’Ordine della sussistenza dei requisiti stabiliti dalla normativa vigente. Si applica l’art. 17 L. 31/12/2012, n. 247.
  1. L’avvocato presso il quale il praticante esercita il tirocinio, ha il dovere di istruirlo e di prepararlo all’esercizio della professione forense, è tenuto a seguirlo sia nello svolgimento dell’attività all’interno dello studio, che nella partecipazione alle udienze, assicurando l’effettività della pratica e favorendone la proficuità.
  2. L’avvocato è tenuto a formare il praticante anche sotto il profilo dell’osservanza dei principi della deontologia forense.
  3. Ai fini di un corretto e dignitoso esercizio della pratica forense, al praticante deve essere assegnato all’interno dello studio uno spazio idoneo ed adeguatamente attrezzato. L’avvocato non può affidare al praticante attività di mera segreteria, non intendendosi per tale l’attività di cancelleria.
  4. Il tirocinio professionale non determina di diritto l’instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche occasionale. Negli studi legali privati, al praticante avvocato è dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio presso il quale egli svolge il tirocinio.
  1. Qualora il praticante si trasferisca dallo studio legale presso il quale ha iniziato la pratica ad altro studio, ne deve dare immediata comunicazione al Consiglio dell’Ordine. A detta comunicazione deve essere allegata la dichiarazione di disponibilità del nuovo avvocato.
  2. Il periodo di pratica svolto presso un avvocato diverso da quello iniziale, senza la comunicazione, non è valido ai fini del compimento della pratica e del rilascio del relativo certificato di compiuta pratica.
  1. Il Consiglio dell’Ordine rilascia al praticante iscritto nel Registro dei praticanti avvocati, il libretto della pratica.
  2. Il praticante deve annotare sul libretto le udienze a cui ha assistito in numero di almeno venti al semestre, con esclusione delle udienze di mero rinvio.
  3. Quando il libretto si trova presso l’Ordine per la vidimazione periodica, il praticante potrà ugualmente andare in udienza con il dominus e solo in quel caso il suo nominativo deve essere indicato e risultare nel verbale d’udienza.
  4. Le udienze dovranno essere quelle relative ai giudizi patrocinati dall’avvocato presso il quale il praticante esercita il tirocinio, ovvero relative a cause patrocinate da altri avvocati, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine come previsto dall’art. 4, comma 6, del presente regolamento.
  5. Negli studi associati sarà considerata utile la partecipazione alle udienze con tutti gli avvocati dello studio.
  6. Se il proprio dominus viene sostituito, il praticante deve allegare al verbale di udienza una delega ove è indicato il nome dell’avvocato che lo sostituisce come sostituto processuale della causa.
  7. L’annotazione sul libretto avviene mediante indicazione negli appositi spazi della data, della Autorità giudiziaria, del numero di ruolo, delle parti e della descrizione sommaria dell’attività svolta in udienza.
  8. Non possono essere annotate più di tre udienze al giorno. L’attività di assistenza alle udienze deve essere distribuita in modo omogeneo nel corso del semestre di riferimento ed avere possibilmente ad oggetto materie diversificate.
  1. Per ogni semestre il praticante deve relazionare nel libretto di pratica su almeno n. 3 questioni relative all’attività svolta o comunque a quelle a cui egli ha partecipato.
  2. L’avvocato attesta la veridicità delle relazioni mediante apposizione della sua firma leggibile in calce a ciascuna relazione.
  3. Inoltre, per ogni semestre il praticante deve annotare n. 3 atti processuali o relativi ad attività stragiudiziali più rilevanti alla cui predisposizione e redazione ha partecipato.
  4. Al termine del tirocinio il praticante deve predisporre una relazione finale relativa alle attività svolte o cui ha comunque partecipato, che, insieme al libretto di pratica, sarà sottoposta alla verifica del Consiglio dell’Ordine ai fini del rilascio del certificato di compiuta pratica di cui al successivo art. 14.
  1. Al termine di ogni semestre il praticante deve consegnare alla Segreteria del Consiglio dell’Ordine il libretto compilato in ogni sua parte e firmato dall’avvocato, affinchè sia vidimato.
  2. L’avvocato è impegnato, nel rispetto dei principi di correttezza e lealtà, a verificare con scrupolo e a confermare la veridicità del contenuto del libretto della pratica. L’infedele attestazione della veridicità delle annotazioni del praticante costituisce grave infrazione disciplinare sia per l’avvocato che per il praticante.
  1. Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorsi sei mesi dall'iscrizione nel registro dei praticanti, purché in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza, previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine, può esercitare attività professionale in sostituzione dell'avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo, in ambito civile di fronte al Tribunale e al Giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti di competenza del Giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del D.L.gs 19/02/1998, n. 51, rientravano nella competenza del pretore.
  2. Il Consiglio dell'Ordine deve pronunciarsi sulla domanda entro trenta giorni dalla presentazione della stessa.
  3. Il provvedimento di autorizzazione al patrocinio sostitutivo è comunicato dal Consiglio dell'Ordine:
    1. al richiedente presso l'indirizzo di posta elettronica certificata dichiarato, ovvero, se non è possibile, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento;
    2. all'indirizzo di posta elettronica certificata dell'avvocato o dell'ufficio pubblico presso cui la pratica è svolta.
  4. L'abilitazione decorre dalla delibera di iscrizione nell'apposito elenco e può durare al massimo cinque anni, salvo il caso di sospensione dall'esercizio professionale non determinata da giudizio disciplinare, alla condizione che permangano tutti i requisiti per l'iscrizione nel registro.
  5. Per poter esercitare la professione, nei limiti e con le modalità di cui all'articolo 41, comma 12, L. 31/12/2012, n. 247, il praticante avvocato assume avanti al Consiglio dell'Ordine, riunito in pubblica seduta, l'impegno solenne di cui all'articolo 8 della L. 31/12/2012, n. 247. La formula dell'impegno deve intendersi integrata dalla parola «praticante» avanti alla parola avvocato.
  6. Il verbale di impegno solenne del praticante avvocato è comunicato, dal Consiglio dell'Ordine, al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale.
  1. Al termine del periodo di pratica, il Consiglio dell’Ordine, eseguiti i necessari accertamenti e previo colloquio, rilascia, su richiesta dell’interessato, il certificato di compiuta pratica.
  2. In caso di domanda di trasferimento del praticante avvocato presso il registro tenuto da altro Consiglio dell'Ordine, quello di provenienza certifica la durata del tirocinio svolto fino alla data di presentazione della domanda e, ove il prescritto periodo di tirocinio risulti completato, rilascia il certificato di compiuto tirocinio.
  3. Il certificato di compiuta pratica viene rilasciato dal Consiglio dell’Ordine del luogo ove il praticante ha svolto la maggior parte della pratica ovvero, in caso di parità, del luogo in cui la pratica è stata iniziata. In caso di trasferimento del praticante, il Consiglio dell’Ordine di provenienza certifica l’avvenuto accertamento sui precedenti periodi.
  4. Il Consiglio dell'Ordine, nell'ipotesi in cui la verifica dia risultati insufficienti, non rilascia il certificato. In questo caso il praticante e l'avvocato presso il quale è svolto il tirocinio devono essere sentiti.
  5. Il Consiglio dell’Ordine ha facoltà di non convalidare anche un singolo semestre con le stesse regole del mancato rilascio del certificato di compiuto tirocinio.
  6. Il Consiglio dell’Ordine deve deliberare sulla richiesta del rilascio del certificato di compiuta pratica, nel temine di trenta giorni dalla presentazione di essa.
  1. Il Consiglio dell’Ordine potrà convocare in ogni momento il praticante e l’avvocato presso il quale viene svolta la pratica per ottenere i chiarimenti e per formulare valutazioni sulle modalità di svolgimento della pratica professionale.
  2. Il Consiglio dell’Ordine può sempre accertare con i mezzi più idonei ed opportuni la veridicità e l’effettività delle informazioni e delle notizie comunicate dai praticanti e dagli avvocati presso i quali viene svolta la pratica.
  1. Il praticante avvocato è impegnato sul suo onore e nel rispetto dei doveri di correttezza e lealtà all’osservanza di tutti gli obblighi stabiliti dalla vigente legge (L.31/12/2012 n. 247), dal Codice deontologico Forense, dai Regolamenti che verranno approvati dal Consiglio Nazionale Forense, oltre che dal presente regolamento.

Regolamento approvato dal COA di Pesaro con Delibera del 28/09/2016 e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ordine.

Comunicazioni
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L'Ordine degli Avvocati è l'organismo in cui sono iscritti tutti gli avvocati che esercitano la propria professione.

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Sezione dedicata alla consultazione dell'elenco degli Avvocati iscritti all'Albo di Pesaro e alla statistiche riguardanti gli stessi.

MODULISTICA

Sezione dedicata alle iscrizioni, sia dei praticanti che degli Avvocati, e alle quote e modalità di pagamento.

NEGOZIAZIONE
ASSISTITA

Le parti, anche nel caso di conflitto più aspro, possono stipulare un accordo mediante il quale convengono di cooperare.

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La mediazione è l'attività professionale finalizzata ad assistere due o più soggetti nella risoluzione di una controversia.

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