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Elenco Praticanti Abilitati

Elenco praticanti abilitati

 

 

ALTA FORMAZIONE - AVVISO IMPORTANTE-

La Fondazione Forense di Pesaro in collaborazione con L’AITI Associazione Italiana Traduttori e Interpreti e l' Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Pesaro - Urbino sta organizzando un seminario formativo che presumibilmente si svolgerà il 14 Dicembre 2018 (dalle ore 10,00 alle 17,00) in Pesaro con la docente Prof. Alexandra Mc Millan interprete certificata e membro dell’Aiti (Associazione Italiana Traduttori ed Interpreti)

L’obiettivo del seminario è presentare la terminologia inglese nel suo contesto, con una panoramica degli istituti di common law visti in relazione al civil law e soprattutto alle normative europee e internazionali.

Il seminario sarà tenuto parzialmente in inglese, ma tutti i concetti essenziali saranno trattati anche in lingua italiana per cui il corso sarà fruibile anche per chi abbia solo una conoscenza di base della lingua inglese.

Il seminario sarà tenuto parzialmente in inglese, ma tutti i concetti essenziali saranno trattati anche in lingua italiana per cui il corso sarà fruibile anche per chi abbia solo una conoscenza di base della lingua inglese.

Di seguito gli :

ARGOMENTI DEL SEMINARIO

 La formazione del contratto (elementi essenziali)

 Interpretazione

 Invalidità/Inefficacia

 Diritti dei terzi

 Violazione/inadempimento

 Rimedi

 Quasi-contractual obligations

 Cenni sui Sales agreements, Agency and distribution agreements, Services

agreements, Intellectual property licence, confidentiality agreements

La partecipazione al seminario ha un costo di € 20,00 per persona.

l'evento darà diritto a n. 6 crediti formativi .

Al fine di poter procedere con quanto detto,

vi chiediamo gentilmente di confermare la vostra presenza a mezzo Pec ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 15/10/2018 contestualmente alla copia di bonifico di € 20,00 da versarsi sul seguente :

IBAN IT76C0521613300000009391999 INDICANDO NELLA CAUSALE OLTRE AL NOME E COGNOME LA DICITURA SEMINARIO COMMON LAW.

Decreto legislativo 15 gennaio 2016 n. 8

Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.

ALLEGATO Download

Ordinanza consiglio di stato cautelare su tar n. 1351 Del 2015. Spese di avvio

Il Consiglio di Stato, con l’Ordinanza n. 01694/2015, ha sospeso, in via cautelare, l’esecutività della Sentenza del Tar Lazio n. 01351/2015, sul punto relativo alle spese di mediazione, seguendo peraltro la stessa tesi sostenuta dal Coordinamento della Conciliazione Forense. Le spese di avvio, allo stato, sono pertanto dovute da tutte le parti secondo quanto previsto dal DM 180/2010 e successive modifiche.

ALLEGATO Download

Bando di svolgimento di stage formativi Presso il tribunale di Pesaro

Ai giovani laureati in giurisprudenza e ai praticanti avvocati.

STAGE REGOLATO DALL’ART.73 del dl 69/2013 (l.98/2013) Download Anticipazione Pratica PDFCONVENZIONE UNIVERSITA'
STAGE REGOLATO DALL’ART.73 del dl 98/2011 (L.111/2011) Download domanda da allegare (doc)

Modelli decreti di omologa di separazione consensuale e sentenze di divorzio

Al fine di rendere sollecito il deposito delle sentenze di divorzio consensuale e dei decreti di omologa delle separazioni – che costituiscono un carico notevole per i magistrati – sono stati predisposti i 2 modelli, scaricabili qui di seguito, ove il difensore delle parti dovrà prelevare e compilare quello del caso, inviandolo al Giudice relatore a mezzo posta elettronica al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Modello decreto di omologa di separazione consensuale Download domanda da allegare
Modello della sentenza di divorzio congiunto Dowload domanda da allegare

Pareri, Opinamento parcelle, Ricorsi in prevenzione/Tentativi di conciliazione

Documenti in allegato

REGOLAMENTO Download
ALLEGATO A - MODELLO DI RICORSO DI PREVENZIONE Download
ALLEGATO B - MODELLO DA ALLEGARE ALLA RICHIESTA DI PARERE Download

 

PARERI E RICORSO DI PREVENZIONE  ON LINE L'istanza di parere o ricorso in prevenzione puo' essere anche richiesta on LINE inviando il fascicolo (comprensivo dell'Allegato A o B ) al seguente indirizzo di posta certificata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Cos'è il ricorso in prevenzione.

Il ricorso in prevenzione precede la fase della vidimazione della parcella (su parere del Consiglio dell'Ordine) e avviene come segue:

In mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi può rivolgersi al Consiglio dell'Ordine affinchè esperisca un tentativo di conciliazione tra le parti atto ad evitare il parere di congruità della parcella a cui segue, di prassi l'istanza di decreto ingiuntivo.

Cos’è l’opinamento parcelle

Con l’opinamento gli iscritti all’Ordine, possono richiedere, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro, il rilascio di un parere di congruità ai fini della liquidazione dei compensi professionali relativi all’attività di assistenza giudiziale.


Con delibera del 16 dicembre 2016 il Consiglio dell’Ordine ha approvato il “Regolamento sul parere di congruità e liquidazione dei compensi dei professionisti e sul tentativo di conciliazione tra i professionisti e clienti”, con l’intento di migliorare il servizio di liquidazione della nota ai professionisti iscritti all’Albo degli Avvocati di Pesaro e nell’Elenco dei Praticanti abilitati al patrocinio.

Il regolamento appena approvato e entrato in vigore l’1 gennaio 2017, presenta i seguenti tratti essenziali:

  • è composto di dieci articoli che disciplinano le varie fasi del procedimento di liquidazione della nota del professionista, dalle modalità di presentazione dell’istanza, che può essere depositata via pec, al contenuto, per passare all’esame e all’istruttoria compiuta da parte della Commissione Opinamento parcelle, organo preposto alla liquidazione della nota;
  • introduce gli strumenti del ricorso in prevenzione e del tentativo di conciliazione;
  • prevede il versamento di un contributo, in misura pari al 2% (due per cento) dell’ammontare dei compensi liquidati, ( o dell'1% nel caso di importi liquidati qual'ora l'opinamento venga richiesto per l'attività relativa alla ammissione al passivo di un fallimento o per l'attività svolta dal difensore d'ufficio)  comprensivi delle spese forfetarie e/o generali, al netto delle spese esenti e degli oneri fiscali e previdenziali, da versarsi al momento del rilascio del parere di congruità.

Il regolamento in questione trova il suo fondamento nella legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante la “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione Forense”, e in particolare, nelle seguenti norme:

  • art. 29 lett. l), il quale ha ribadito, tra i compiti e prerogative riconosciute in capo all’Ordine degli Avvocati, la potestà di rilasciare il parere di congruità sulla liquidazione dei compensi spettanti agli iscritti;
  • art. 13, comma 9, il quale prevede che in caso di mancato accordo tra avvocato e cliente sul compenso spettante al professionista, “… ciascuno di essi può rivolgersi al consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione”.

Recenti indirizzi giurisprudenziali, civilistici e amministrativi hanno affermato che l’esercizio di tale funzione istituzionale da parte del Consiglio dell’Ordine è volta a tutelare non solo gli interessi degli iscritti e la dignità della professione ma anche gli interessi degli stessi destinatari del parere.

L’organo preposto alla liquidazione delle parcelle si limita a verificare la corrispondenza tra le prestazioni che si asseriscono effettuate e i relativi compensi già previsti dalle tariffe e ora dai parametri vigenti, senza accertare l’effettività delle prestazioni stesse o il loro esatto adempimento. Ciò non impedisce, però, a tale organo, di valutare tutti gli elementi necessari alla legittima ed esatta liquidazione dei compensi, e di impedire richieste di compensi che si fondino su presupposti erronei o illegittimi.

Il parere di congruità così espresso dall’organo preposto produce effetti costituivi sia per il richiedente (consentendogli di promuovere la procedura monitoria ex artt. 633 e 636 c.p.c.), sia effetti esterni incidenti sulla posizione sostanziale vantata dal cliente.

Da qui la necessità, per l’avvocato che intende richiedere il parere di congruità al Consiglio dell’Ordine, di comunicare tale intenzione al proprio cliente, fatte salve eventuali esigenze cautelari (art. 1 c. 3 del regolamento).

Note esplicative

Con il regolamento sono stati approvati due modelli, che potranno essere reperiti nella pagina del sito istituzionale dell’Ordine degli Avvocati dedicata all’opinamento parcelle.

Trattasi dei seguenti modelli:

Allegato A: Modello di ricorso in prevenzione. - Modello per tentativo di conciliazione di cui all’art. 13, comma 9, della L. 31/12/2012 n. 247.

Allegato B: Modello obbligatorio, da allegare alla parcella e all’istanza di parere di congruità dei compensi professionali.

Questo secondo modello, l’allegato B, costituisce una guida pratica alla redazione dell’istanza (art. 2 del regolamento), e se debitamente compilato, contiene tutte le informazioni utili e necessarie per la liquidazione della parcella.

Se dall’espletamento del tentativo di conciliazione si perviene a un accordo sul compenso, il relativo verbale di conciliazione “depositato presso la cancelleria del tribunale … ha valore di titolo esecutivo con l’apposizione della prescritta formula …”. (Art. 29 comma 1 lett. l) della legge 31 dicembre 2012, n. 247).

Si consiglia, peraltro, di procedere alla redazione delle parcelle che si concludano con il riepilogo delle competenze principali richieste, e in particolare:

DM 127/2004
Diritti
Onorari
Spese generali 12,50%
Spese ed esborsi esenti
ex art. 15 DPR 633/1972
TOTALE
DM 127/2004
Competenze
Spese ed esborsi esenti
ex art. 15 DPR 633/1972
TOTALE
 
 
DM 55/2014
Competenze
Spese forfetarie 15%
Spese ed esborsi esenti
ex art. 15 DPR 633/1972
TOTALE
 

In merito al rimborso delle spese generali, deve rammentarsi che tale voce era prevista nel sistema della tariffa forense. L’ultimo decreto in materia, il Decreto Ministro della Giustizia n. 127/2004, lo prevedeva all’art. 14 in misura pari al 12,5% dei diritti ed onorari.

Il successivo DM n. 140 del 2012, in vigore dal 23/8/2012 fino il 2/4/2014, non disponeva nulla al riguardo delle spese generali, che pertanto dovevano ritenersi comprese nei compensi previsti nel decreto.

Il comma 10 dell’art. 13 della L. 31/12/2012 n. 247 ha reintrodotto l’obbligo del rimborso delle spese generali, statuendo che “Oltre al compenso per la prestazione professionale, all’avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell’interesse del cliente, una somma per il rimborso delle spese forfetarie, la cui misura massima è determinata dal decreto di cui al comma 6, unitamente ai criteri di determinazione e documentazione delle spese vive”.

Il Decreto attuativo di tale norma, e cioè il DM n. 55/2014, ha fissato tale rimborso nella misura del 15%, che pertanto dovrà applicarsi a tutte le liquidazioni giudiziali successive all’entrata in vigore del decreto medesimo, e cioè a partire dal 3 aprile 2014.

In base a costante orientamento giurisprudenziale, il rimborso delle spese forfetarie deve essere liquidato dal Giudice, a carico del soccombente, anche in assenza di specifica domanda della parte che ha vinto la causa.

Nella liquidazione della parcella a carico del cliente, invece, l’Avvocato dovrà farne espressa domanda, poiché il Giudice non può sostituirsi alle richieste dell’interessato e liquidare una somma maggiore rispetto a quella richiesta (Cassazione Civile, sez. III, sentenza 27/08/2015 n. 17212).

Inoltre, secondo pronunce della Cassazione, “il rimborso delle spese generali (nella specie richiesto ai sensi dell'articolo 14 della tariffa professionale, approvata con Decreto Ministeriale n. 127 del 2004, e dovuto nella misura del 12,5%) spetta all'avvocato in via automatica e con determinazione "ex lege", dovendosi, pertanto, ritenere compreso nella liquidazione degli onorari e diritti di procuratore, anche senza espressa menzione nel dispositivo della sentenza”. (Cass. Civ., Sez. II, 20 agosto 2015, n. 17046). Il rimborso delle spese generali all'avvocato, pertanto, è dovuto al soccombente anche se di tale voce non ve ne sia riferimento nella sentenza. La liquidazione di tale voce è dovuta automaticamente perché trova il suo titolo e misura nella legge stessa, come l’Iva e il contributo previdenziale.

L’automatismo del rimborso delle spese generali e/o forfetarie è stato reintrodotto nel menzionato comma 10 dell’art. 13 della L. 31/12/2012 n. 247: “all’avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, … una somma per il rimborso delle spese forfetarie,”. Ed è previsto anche dall’art. 2 comma 2 del DM n. 55/2014: “Oltre al compenso e al rimborso delle spese documentate in relazione alle singole prestazioni, all'avvocato è dovuta - in ogni caso ed anche in caso di determinazione contrattuale - una somma per rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15 per cento del compenso totale per la prestazione, …

La Commissione Opinamento Parcelle.

Organismo di mediazione

Cos'è la mediazione civile

Il 21 marzo 2011 è entrata in vigore la riforma che introduce anche in Italia il sistema della mediazione civile, che si affianca alla riforma del processo civile e al programma di digitalizzazione della Giustizia con cui s’intende intervenire nella fase di lavorazione delle cause; l’obiettivo principale della riforma è la riduzione del flusso in ingresso di nuove cause nel sistema Giustizia, offrendo al cittadino uno strumento più semplice e veloce per risolvere le controversie con tempi molto brevi (oggi non oltre 3 mesi) e costi molto contenuti e certi.

La mediazione civile è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. In pratica, la mediazione civile è tutto questo: due o più parti, assistite dai rispettivi avvocati (l’assistenza di un legale è obbligatoria quando la mediazione è condizione di procedibilità in giudizio e consigliata negli altri casi), si incontrano presso un Organismo di Mediazione accreditato dal Ministero della Giustizia per cercare un accordo attraverso il fondamentale intervento del Mediatore Professionista, che si è accuratamente formato e preparato per aiutare le parti a incontrarsi e a trovare una soluzione conveniente per entrambe. La mediazione costituisce la migliore e unica alternativa alle lunghe e costosissime cause in Tribunale, dove spesso, dopo anni di udienze, tutti si sentono sconfitti e nessuno vincitore.


La mediazione obbligatoria

Oggi la mediazione è condizione di procedibilità (ovvero deve essere obbligatoriamente tentata prima di poter andare in giudizio) nei casi di una controversia in materia di:

  • diritti reali (proprietà, usufrutto, usucapione, compravendite immobiliari ecc.);
  • divisione e successioni ereditarie;
  • mediazione civile patti di famiglia;
  • mediazione civile locazione e comodato;
  • mediazione civile affitto di aziende;
  • mediazione civile risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari;
  • mediazione civile condominio.

La mediazione civile, esperire un tentativo di conciliazione è inoltre obbligatorio quando la mediazione è demandata da un giudice oppure quando è prevista da clausole contrattuali o statutarie (clausole compromissorie).


La mediazione su clausola contrattuale o statutaria

Se il contratto fra le parti o lo statuto societario prevedono una clausola compromissoria di mediazione, con la quale le parti si impegnano, nel caso di controversie, a esperire un tentativo di mediazione prima di ricorrere ad azioni legali, tale tentativo dovrà obbligatoriamente essere esperito dalle parti a pena di improcedibilità nel successivo giudizio.


La mediazione demandata dal giudice

Gli stessi giudici possono, durante il giudizio ordinario in Tribunale, inviare con ordinanza le parti presso un organismo di mediazione ogni volta che ravvisino l’utilità di avviare un procedimento di mediazione fra le parti.
Anche in questo caso la mediazione è condizione di procedibilità per il giudizio.


La mediazione volontaria

Per tutte le controversie relative a diritti disponibili è comunque possibile esperire un procedimento di mediazione volontario, che in caso di successo porterà comunque un notevole risparmio di tempo e di denaro alle parti.
Le opportunità legate al ricorso della mediazione volontaria (tempi rapidi e costi certi e ridotti) hanno portato negli ultimi anni a una notevole crescita del ricorso a questo istituto.


Modulistica e costi

REGOLAMENTO IN VIGORE DAL 01/01/2020 download
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Sezione dedicata alla modulistica riguardante l'adesione e l'iscrizione degli Avvocati, alle liste del patrocinio a spese dello Stato.

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Sezione dedicata alla formazione e aggiornamento professionale tramite corsi, incontri accreditati e convegni.

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PRATICANTI

Pagina dedicata alla consultazione, tramite motore di ricerca, dei Praticanti sia abilitati che non.

NEGOZIAZIONE
ASSISTITA

Le parti, anche nel caso di conflitto più aspro, possono stipulare un accordo mediante il quale convengono di cooperare.

ORGANISMO DI MEDIAZIONE
E CONCILIAZIONE

La mediazione è l'attività professionale finalizzata ad assistere due o più soggetti nella risoluzione di una controversia.

PARERI OPINAMENTO
PARCELLE

Gli iscritti all'Ordine possono richiedere un parere di congruità ai fini della liquidazione dei compensi professionali.

 

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