Patrocinio Civile, Amministrativo, Tributario e Contabile

Scarica l'elenco degli Avvocati che esercitano il gratuito patrocinio

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Per la modulistica riguardante la “domanda di ammissione al Patrocinio” e per la domanda di inserimento dell’Avvocato negli Elenchi degli avvocati per il Patrocino a spese dello Stato, vai alla sezione Modulistica


Cos'è

È un istituto che vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.) e consente alla persona non abbiente di ottenere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario, salve alcune peculiarità.
Nota (1)


Esclusioni

Non è ammesso il patrocinio a spese dello Stato nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).


Leggi e regolamenti

“Disposizioni generali sul patrocinio a spese dello Stato nel processo penale, civile, amministrativo, artt.74–89 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002, n. 115.

“Disposizioni particolari sul patrocinio a spese dello Stato nel processo civile, amministrativo, contabile e tributario”, artt. 119-136 della legge sopra richiamata.


Chi

Possono ottenere il gratuito patrocinio:

  • i cittadini italiani e comunitari;
  • lo straniero extracomunitario, regolarmente soggiornante sul territorio nazionale;
  • l'apolide;
  • gli enti od associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

Reddito

Il reddito imponibile dell’interessato non deve superare € 11.528,41 (tetto modificabile ogni due anni dal Ministro della Giustizia).

Se l’interessato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito, ai fini della concessione del beneficio, è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti la famiglia.

Si tiene conto solo del reddito dell’interessato nelle cause che hanno per oggetto diritti della personalità o se, nello stesso processo, gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti del nucleo familiare conviventi. (Se una persona componente il nucleo familiare non abita più nella stessa residenza, occorre attivarsi presso il Comune per farne accertare il cambio di residenza o dichiarare l’irreperibilità. Analogamente nel caso di coniuge separato che non abbia trasferito la propria residenza).

Nella determinazione dei limiti di reddito si tiene conto anche dei redditi che sono esenti da irpef (esempio pensione invalidità, indennità accompagnamento, ecc.) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ovvero a imposta sostitutiva. (Vedi “Tabella redditi in regime di computo nel PSS” nella sezione Modulistica).


Accesso senza limiti di reddito

Tale tetto non deve essere preso inconsiderazione dalle vittime di alcuni crimini, per le quali l’ammissione al beneficio scatta a prescindere dalle possibilità economiche.

Il Dl 11/2009 ha infatti stabilito che la persona offesa dai reati di violenza sessuale, anche di gruppo, o il minore che subisce atti sessuali possono accedere al gratuito patrocinio “anche in deroga ai limiti di reddito“ previsti dal DM Giustizia.


Come richiedere il beneficio del patrocinio a spese dello stato

Con domanda (foglio aggiuntivo) in carta semplice che deve essere:

  • sottoscritta dall’interessato;
  • presentata dall’interessato o dal difensore (che in tal caso autentica la firma) o inviata a mezzo raccomandata A/R oppure a mezzo PEC al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.

La domanda deve contenere:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato (e l’indicazione del procedimento, se già pendente);
  • le enunciazioni in fatto e in diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa con indicazione delle prove (documenti, testimonianze, ecc.);
  • le generalità dell’interessato e dei componenti della famiglia e i relativi codici fiscali;
  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, lettera o), del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per la concessione del beneficio;
  • l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio (termini: trenta giorni dopo la scadenza del termine di un anno a partire dal deposito della domanda di ammissione o dalla precedente comunicazione di variazione del reddito).

(Vedi il modello di “Domanda di ammissione al PSS – Civile” nella sezione Modulistica).

Alla domanda deve essere allegata la copia della dichiarazione dei redditi.
(Vedi le precisazioni in “Documenti da allegare alla domanda di PSS Civile” nella sezione Modulistica).

  • Se il richiedente è straniero (extracomunitario), per i redditi prodotti all’estero, la domanda deve essere accompagnata da una certificazione dell’autorità consolare competente che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda (in caso di impossibilità quest’ultima può essere sostituita da autocertificazione).
  • Il consiglio dell’ordine può chiedere all’interessato la documentazione necessaria per accertare la verità del contenuto della domanda.
  • Sel’interessato non provvede a comunicare le variazioni dei limiti di reddito, il beneficio viene revocato con effetto retroattivo.
  • La falsità o le omissioni contenute nell’autocertificazione relative alle condizioni di reddito sono punite con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 309,81 a € 1.549,37; la pena è aumentata se da questi fatti
    consegue l’ottenimento o il mantenimento del beneficio; la condanna comporta la revoca del beneficio ed il recupero delle somme corrisposte dallo Stato a carico del responsabile.

Dove

 Al consiglio dell’ordine degli avvocati

  • del luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • del luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

Per il processo amministrativo, contabile e tributario, vedi Nota (1).
Ad es.. Chi deve instaurare un causa oppure difendersi e costituirsi avanti il Tribunale di Pesaro o i Giudici di Pace di Fano e Pesaro, dovrà presentare la domanda di ammissione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro.


Durata

L’ammissione può essere chiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio.
Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente (ossia perde la causa), non può utilizzare il beneficio del patrocinio gratuito per proporre impugnazione. Ma può sempre riproporre una nuova domanda di ammissione per l’appello al Consiglio dell’Ordine competente.

Ad es., se il richiedente deve presentare appello avverso una sentenza del Tribunale di Pesaro, deve presentare la nuova domanda al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona. Se invece deve impugnare una sentenza del Giudice di Pace di Pesaro o di Fano, la nuova domanda va proposta nuovamente al Consiglio dell’Ordine di Pesaro.


Effetti

L’ammissione al beneficio produce come principali effetti:

  • difesa da parte di un difensore di fiducia che l’interessato sceglie tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso i Consigli dell’Ordine e, nei casi previsti dalla legge, la possibilità di nominare un consulente tecnico di parte.
  • Il difensore riceve un compenso dall’erario (Vedi la pagina “Elenco degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile”);
  • N.B. il difensore ed il consulente tecnico non possono chiedere o percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a nessun titolo altrimenti commettono grave illecito disciplinare;
  • prenotazione a debito del contributo unificato, delle spese di notifica, delle imposte di registro, ipotecarie e catastali e dei diritti di copia, oltre al compenso dei consulenti tecnici di parte e di ufficio;
  • anticipazione da parte dell’erario di:
    • compensi e spese dovuti al difensore;
    • indennità e spese di viaggio spettanti a consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato, testimoni, notai,
    • indennità e spese di viaggio dovute a magistrati e ufficiali giudiziari per atti compiuti fuori sede;
    • indennità di trasferta e spese di spedizione degli ufficiali giudiziari per notifiche e atti di esecuzione a richiesta di parte;
    • spese per notificazioni a richiesta d’ufficio;
    • spese per pubblicità legale dei provvedimenti;
    • spese per il compimento di opere non eseguite o per la distruzione di quelle compiute.
  • Il compenso all’avvocato e al consulente di parte e di ufficio sono liquidati dal giudice con decreto di pagamento contestualmente al merito al termine di ogni fase o grado del procedimento e comunque all’atto della cessazione dell’incarico.
  • Il decreto di pagamento, che viene comunicato al beneficiario e alle parti, compreso il pubblico ministero, è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta.

Tempi e iter

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, entro 10 giorni da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, verifica l’ammissibilità della domanda e decide sulla stessa in uno dei seguenti modi:

  • può dichiararla inammissibile;
  • respingerla;
  • ammettere in via anticipata e provvisoria, se ricorrono le condizioni di reddito e se le pretese non appaiono manifestamente infondate.

Se il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati respinge o dichiara inammissibile l’istanza, è possibile riproporla al giudice competente, che decide con decreto, unitamente al merito, la decisione (sia quella del consiglio dell’ordine, sia quella del giudice) viene comunicata all’interessato, al giudice competente ed al direttore regionale delle entrate.
Il Consiglio dell’Ordine può comunque chiedere all’interessato chiarimenti e integrazione della documentazione necessaria per accertare la verità del contenuto della domanda concedendo all’interessato un termine non superiore a mesi due.

Il direttore regionale delle entrate verifica la veridicità delle dichiarazioni relative al reddito e può far effettuare anche accertamenti fiscali; se risulta che il beneficio è stato concesso sulla base di dichiarazioni false, chiede la revoca del beneficio e trasmette gli atti alla Procura della Repubblica competente.

Il giudice decide definitivamente sull’istanza sulla quale si è già pronunciato provvisoriamente il Consiglio dell’Ordine, unitamente al merito.


Revoca

 Il giudice che procede revoca il provvedimento di ammissione quando:

  • nel corso del giudizio siano intervenute modifiche alle condizioni di reddito rilevanti al fini dell’ammissione al beneficio;
  • concesso il beneficio in via provvisoria dal Consiglio dell’Ordine, risultano mancanti i presupposti per l’ammissione o se l’interessato ha agito o resistito con malafede o colpa grave.

 


Recupero delle spese

IIl provvedimento che condanna alle spese la parte non ammessa al patrocinio che perde la causa stabilisce che il pagamento sia eseguito a favore dello Stato.

Lo Stato, quando non recupera le spese dalla parte non ammessa soccombente, può esercitare rivalsa nei confronti della parte ammessa quando vince la causa e perciò si trova in condizioni di poter restituire allo Stato quanto è stato speso per lui, ed in particolare:

  • per le spese prenotate e anticipate se la parte ammessa vittoriosa consegue almeno il sestuplo delle stesse;
  • per le sole spese anticipate in ogni caso, qualunque sia la somma conseguita.

Lo Stato ha diritto di ripetere gli onorari dalla parte avversa condannata alle spese nelle cause civili o nelle cause penali dove vi sia stata costituzione di parte civile.


Costo

Nessuno. 


Modulistica

Domanda di ammissione al PSS - Civile Download DOC
Documenti da allegare alla domanda di PSS Civile Download DOC
Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da allegare alla domanda di PSS Civile Download DOC
Precisazione della Commissione al PSS del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pesaro Download PDF
Tabella redditi in regime di computo nel PSS Download PDF

 


Nota (1). Il patrocinio a spese dello Stato nel processo tributario e amministrativo.

  • Nel processo tributario, la domanda di ammissione al patrocino a spese dello Stato deve essere presentata alle apposite commissioni istituite presso ogni commissione tributaria. A queste commissioni sono attribuite sia le funzioni dei Consigli dell’Ordine (ammissione in via anticipata e provvisoria) sia quella delle del Giudice (ammissione definitiva), compreso il potere di revoca. Se la commissione respinge o dichiara inammissibile l’istanza, la stessa non può essere riproposta al giudice tributario.
  • Nel processo amministrativo, la domanda di ammissione deve essere presentata alle apposite commissioni istituite presso il Consiglio di Stato e presso il Tribunale Amministrativo Regionale. A queste commissioni sono attribuite soltanto le funzioni dei Consigli dell’Ordine (ammissione in via anticipata e provvisoria), per cui, se la commissione respinge o dichiara inammissibile l’istanza, la stessa può essere riproposta al giudice collegiale competente per il giudizio (Tar o Consiglio di Stato).

Le commissioni istituite presso i giudici amministrativi e tributari esercitano, sostanzialmente, le funzioni che il Testo Unico Spese di Giustizia (DPR n. 115/2002) attribuisce ai locali Consigli dell’Ordine, per cui, ferme restando le precisazioni appena riferite, per quanto riguarda i soggetti che ha diritto ad ottenere il beneficio in detti processi, i limiti reddituali, il come, nonché la durata e gli effetti dell’ammissione, i tempi dell’iter, la revoca, il recupero delle spese e gli eventuali costi, deve farsi riferimento a quanto già detto per il Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile

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